

LA TRAMA
Il videomaker di Video Studio Lab è alle prese con un lavoro commissionato
da una compagnia teatrale: deve visionare e scegliere le scene più belle tratte da
dodici anni di opere musicali.
Con distacco e scarso interesse segue le indicazioni della regia e del committente.
La passione per il lavoro cambia completamente quando gli capita in casa una ragazza che non aveva mai visto: Francesca. Ella conosce bene, fotogramma per fotogramma, il lavoro affidato al videomaker, ora più interessato alla gradita ospite che al lavoro da svolgere. La ragazza guarda le scene e commenta la ricchezza che ha un'esperienza come il Musical, ne fa risaltare i valori di cui è intrisa, suggerisce di respirarne le gioie, le fatiche, le delusioni; racconta dei retroscena e dei segreti del backstage.
Francesca è la personificazione di quanto di buono e di bello c'è dentro il film che il videomaker sta elaborando; ella è oltre l'apparenza dello spettacolo sul palco, dove tutto ciò che si è visto è solo un'ombra proiettata da ciò che non si vede.
Un curioso espediente scenico caratterizza l'opera: la bella ragazza è vista e sentita solo dal videomaker; per le altre figure secondarie che entrano in scena Francesca non c'è, per questo giudicano il tecnico un visionario, un esaltato dal lavoro.
Questa nuova opera musicale invita ad andare oltre quello che si vede e si ascolta sul palco; invita a coglierne l'anima che sfugge alla vista superficiale. Esalta l'esperienza educativa del Musical che richiede il coinvolgimento viscerale dell'essere e se ne gusta la dolcezza in proporzione all'anima che si decide di investirci.
Con questa opera musicale la compagnia DEISANTI insegna che non è tanto importante che cosa si trova alla fine di una corsa ma quello che si prova intanto che si corre.
